Diritti del malato: a chi rivolgersi in caso di errore sanitario?

Scopri come far valere i tuoi diritti e ottenere il risarcimento dei danni con il supporto dei nostri professionisti. 

Subire un errore sanitario richiede un’azione tempestiva attraverso i giusti canali. In Italia, la tutela dei diritti del malato in caso di malasanità, che si tratti di un errore chirurgico, di una diagnosi tardiva o di un’infezione post-operatoria, è regolata da norme precise in materia di responsabilità sanitaria. L’unico modo per accertare il danno e ottenere il risarcimento è farsi guidare subito da professionisti competenti.

Quali sono i casi più frequenti di errore sanitario?

Gli errori medici riguardano ambiti differenti. La casistica spazia dagli interventi chirurgici errati a molteplici altre situazioni in cui il diritto alla salute viene leso: 

  • Errori diagnostici: diagnosi errate o eseguite in grave ritardo, che compromettono l’efficacia delle cure successive.
  • Infezioni ospedaliere (nosocomiali): infezioni batteriche contratte durante il ricovero o nel post-operatorio a causa di una scarsa igiene o profilassi della struttura.
  • Errori terapeutici: prescrizione di farmaci errati, dosaggi sbagliati o omissione di terapie salvavita.

Comprendere esattamente cosa è successo è il primo passo per chiedere il risarcimento e far valere i propri diritti.

Perché servono insieme l’avvocato e il medico legale? 

Per avviare una richiesta di risarcimento che sia davvero solida e efficace, è necessaria l’azione sinergica e coordinata di due figure specialistiche:

  1. L’avvocato esperto in malasanità: ha il compito di analizzare il caso sotto il profilo giuridico, individuare se la responsabilità sia della struttura o del singolo medico, gestire le comunicazioni formali e le diffide, e guidare la strategia processuale o transattiva.
  2. Il medico legale (coadiuvato dallo specialista di branca): deve dimostrare il “nesso causale”, ossia la certezza clinica che il danno sia stato causato direttamente dalla condotta imperita o negligente del personale sanitario, e non dalla naturale progressione della patologia.

Presentare una richiesta di risarcimento senza una perizia medico-legale documentata espone la pratica a un probabile rigetto o a una dichiarazione di inammissibilità in Tribunale. 

Qual è il percorso corretto per richiedere il risarcimento?

In caso di sospetto errore sanitario, il percorso più sicuro ed efficace per il paziente si articola in tre passaggi fondamentali:

  1. Il recupero della documentazione clinica: il paziente o gli aventi diritto devono richiedere copia conforme della cartella clinica completa alla Direzione Sanitaria della struttura in cui si è verificato l’evento. Per legge, la consegna deve avvenire entro 7 giorni (rinnovabili fino a un massimo di 30 per integrazioni).
  2. Studio di fattibilità e quantificazione del danno: Il medico legale, supportato se necessario da uno specialista della disciplina coinvolta analizza la documentazione. Se il medico legale riscontra l’errore, redige una perizia che quantifica il danno biologico e la componente del danno morale correlata alla sofferenza patita.
  3. La via stragiudiziale: la normativa vigente vieta di citare direttamente in giudizio l’ospedale senza aver prima tentato una conciliazione. Le opzioni sono due: la Mediazione Civile o, preferibilmente, l’Accertamento Tecnico Preventivo (ATP). Quest’ultimo è un passaggio in cui un consulente nominato dal Giudice valuta il caso: se dà ragione al paziente, le compagnie assicurative della struttura tendono a formulare un’offerta economica immediata, evitando anni di causa ordinaria. 

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Il team legale e medico-legale di LEGALMED analizza il caso ed esegue lo studio di fattibilità scientifico e giuridico per verificare la sussistenza dei presupposti risarcitori. Contatta i nostri esperti per una valutazione approfondita e personalizzata.