Il risarcimento per danno biologico riguarda le lesioni che compromettono l’integrità psicofisica di una persona e può derivare da incidenti, malasanità o eventi traumatici. Rientrano in questa categoria sia i danni fisici permanenti o temporanei (come invalidità, problemi motori, cicatrici), sia quelli di natura psichica (disturbi post-traumatici, depressione conseguente a un infortunio, perdita della qualità della vita).
Il risarcimento copre sia le spese mediche sostenute che le ripercussioni sulla vita quotidiana, sulle relazioni sociali e sul benessere complessivo della persona.
Responsabilità civile e risarcimento del danno biologico
La responsabilità civile si configura quando il danno è causato da un comportamento illecito o negligente: un incidente stradale, un errore medico, un infortunio sul lavoro o un evento traumatico riconducibile a una condotta colposa. In questi casi, la legge prevede che chi ha subito la lesione possa chiedere un risarcimento del danno biologico.
Per ottenere il riconoscimento, è necessario dimostrare – attraverso documentazione sanitaria, relazioni specialistiche e perizie medico-legali – non solo l’esistenza del danno, ma anche il nesso causale con l’evento che lo ha provocato.
Come viene calcolato il risarcimento
Dal 5 marzo 2025 è entrata in vigore la Tabella Unica Nazionale (TUN), introdotta con il D.P.R. 13 gennaio 2025 n. 12, che ha uniformato i criteri di calcolo per il danno biologico su tutto il territorio nazionale.
Il nuovo sistema si basa su un calcolo a punto: ogni punto di invalidità corrisponde a un valore economico di base (pari a € 947,30), che viene poi regolato da tre fattori principali:
- Gravità del danno: maggiore è il grado di invalidità riconosciuto, più alto sarà il valore di ciascun punto.
- Età del paziente: con l’aumentare dell’età, il valore economico del punto diminuisce, perché la lesione incide meno sulla prospettiva di vita futura.
- Sofferenza morale: può essere personalizzato in base alla sofferenza morale subita, attraverso quattro gradi di intensità (nessuna, minima, media o grave), incidendo dal 25% al 50% sul valore del danno biologico.
Grazie a questo sistema, il risarcimento diventa più equo e prevedibile, evitando disparità tra tribunali diversi e offrendo maggiore certezza alle persone sui danni risarcibili.
Come far valere i propri diritti
Per richiedere un risarcimento per danno biologico, serve un approccio multidisciplinare. È fondamentale acquisire tutta la documentazione sanitaria, avvalersi di un medico legale per stimare l’invalidità e affidarsi a professionisti del diritto sanitario.
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